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Come Vestirsi per Fare SUP

Aggiornato il 24 Aprile 2025 da Luca Trucco

Indice

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  • Perché Preoccuparsi dell’Abbigliamento?
  • I Fattori Principali: Temperatura dell’Acqua e dell’Aria
  • Materiali da Preferire
  • SUP in Estate: Libertà e Protezione
  • Climi Più Freschi: La Muta Shorty e la Muta Lunga
  • Accessori per Affrontare l’Acqua Fredda
  • Scarpe o Piedi Nudi?
  • SUP in Modalità “Passeggiata” o “Sport Intenso”?
  • Accessori di Sicurezza e Buon Senso
  • Riepilogo: Come Scegliere “L’Outfit” Ideale
  • Conclusioni

Se hai deciso di passare un pomeriggio o un weekend sul SUP (Stand Up Paddle), probabilmente ti stai chiedendo: “Ma come mi vesto?” Sembra una domanda banale, eppure la comodità e la sicurezza dipendono molto da cosa scegli di indossare. Talvolta, sottovalutiamo l’importanza di un abbigliamento adeguato, concentrandoci solo sulla tavola o sulla pagaia. E invece, azzeccare il vestiario giusto può fare la differenza fra un’esperienza soddisfacente e una battaglia contro il freddo, il caldo o l’umidità. Vediamo allora qualche suggerimento pratico e, perché no, qualche piccola digressione utile a personalizzare il tuo stile.

Perché Preoccuparsi dell’Abbigliamento?

Lo sai? Molte persone immaginano il SUP come un’attività da costume e via. È vero, in piena estate, quando il sole picchia e l’acqua è tiepida, potresti tranquillamente stare in costume da bagno, magari aggiungendo una maglia tecnica leggera per proteggerti dai raggi UV. Ma non sempre le condizioni sono così favorevoli. E poi c’è il vento, il contatto costante con l’acqua (cadute incluse), i fattori climatici che cambiano da regione a regione. Insomma, decidere con cura cosa indossare ti aiuta a restare asciutto dove serve o, al contrario, a non patire il caldo eccessivo.

In più, il vestiario adeguato è una forma di rispetto verso se stessi: ti senti più libero di muoverti, eviti sfregamenti indesiderati e, soprattutto, ti godi l’uscita senza pensieri. Se l’acqua è fredda, poi, non puoi far finta di nulla: esistono capi specifici che ti tengono al caldo. E non dobbiamo dimenticare la sicurezza: certe accortezze, come scarpe o calzari, possono ridurre il rischio di scivolare o di ferirsi su scogli e fondali.

I Fattori Principali: Temperatura dell’Acqua e dell’Aria

Il primo aspetto su cui riflettere è la temperatura. Anzi, le temperature: quella dell’acqua e quella dell’aria, che talvolta viaggiano su binari diversi. Puoi trovarti in una giornata di sole tiepido, con aria gradevole, ma l’acqua rimane piuttosto fresca. Oppure, la brezza pomeridiana potrebbe abbassare la percezione termica, mentre il sole di mezzogiorno picchia ancora forte.

  • Estate o clima caldo: se l’acqua è abbastanza calda, una tenuta leggera (costume, pantaloncini tecnici, rash guard) è spesso sufficiente. Qualcuno aggiunge una maglietta se resta a galla per ore, e magari un cappellino per evitare scottature.

  • Primavera o autunno: qui bisogna diventare un po’ più strategici. Potresti usare una muta di spessore leggero (2 o 3 mm) o una muta shorty, che copre busto e cosce ma lascia scoperte braccia e gambe inferiori. Così hai una via di mezzo fra protezione termica e libertà di movimento.

  • Inverno o acque fredde: ecco che entra in gioco la muta lunga, più spessa (4/3 mm o anche 5/3 mm, a seconda di quanto è rigido il clima), magari con calzari e guanti. Se vuoi sfidare le acque gelide di certi mari o laghi in montagna, meglio non rischiare di entrare in ipotermia.

Materiali da Preferire

Vestirsi per fare SUP non significa, per forza, infilarsi capi costosi o super-tech. Eppure, alcuni materiali funzionano meglio di altri. Li elenco in modo semplice, senza esagerare con il gergo tecnico:

  • Neoprene: usato per le mute, fornisce galleggiabilità e protezione termica. Trattiene uno strato d’acqua vicino al corpo e lo scalda, evitando che il freddo penetri troppo.

  • Lycra o tessuti sintetici anti-UV: ideali per proteggere la pelle dal sole, evitando scottature. Questi tessuti si asciugano in fretta, non pesano molto e lasciano libertà di movimento.

  • Schiuma EVA e materiali antiscivolo: se parliamo di calzature, alcuni sandali o scarpette specifiche per sport acquatici hanno suole in EVA o miscele che aderiscono benissimo alla tavola bagnata.

  • Pile tecnico: raro da usare direttamente in SUP, ma talvolta utile come strato intermedio in zone fredde. Tieni conto, però, che il pile si inzuppa se cade in acqua, quindi andrebbe protetto da uno strato impermeabile, come la muta o un windbreaker impermeabile.

SUP in Estate: Libertà e Protezione

Quando c’è il sole e l’acqua è piacevolmente tiepida, la tentazione è di mettersi in costume e basta. È fattibile, ma devi considerare alcuni rischi:

  1. Scottature: stare in piedi sulla tavola, con il sole che picchia e il riflesso dell’acqua, è un modo veloce per ustionarsi, soprattutto su spalle e schiena. Un rash guard a maniche corte o lunghe ti salva la pelle, letteralmente.

  2. Vento imprevisto: magari la giornata sembra afosa, ma il vento di maestrale o di tramontana può arrivare all’improvviso, facendoti venire i brividi se sei bagnato. Tenere in barca (o nello zainetto stagno) una felpa leggera o un k-way può salvarti da un rientro infreddolito.

  3. Sole negli occhi: indossare un cappellino o una visiera, magari con un laccetto, può evitare colpi di calore e proteggere il viso. C’è chi usa anche occhiali da sole galleggianti (o con cordicella) per non rischiare di perderli in acqua.

In ogni caso, la regola aurea è vestire in modo funzionale: costume, maglietta tecnica (o rash guard), cappellino, crema solare resistente all’acqua e via. Ti assicuro che la schiena ringrazierà.

Climi Più Freschi: La Muta Shorty e la Muta Lunga

Quando la temperatura dell’acqua si abbassa, non basta un semplice costume. E qui arriva la muta. C’è chi, onestamente, la vive come un fastidio, e preferisce sfidare l’acqua fredda con coraggio. Ma se ti interessa uscire spesso in acque primaverili o autunnali, o se pratichi in zone settentrionali, la muta diventa la tua migliore amica.

  • Shorty (2 o 3 mm): taglia le maniche e lascia scoperte le gambe fino al ginocchio. Protegge il busto e la parte alta delle cosce, dando comunque ampio spazio di movimento a braccia e gambe. È ottima quando non fa freddissimo e vuoi proteggerti da brevi immersioni o schizzi.

  • Muta lunga (3/2, 4/3 mm): copre braccia e gambe. La nomenclatura, tipo “3/2” o “4/3”, indica lo spessore del neoprene in diverse parti del corpo (maggiore sul busto, leggermente inferiore su braccia e gambe). È consigliata se l’acqua scende sotto i 15°C o se l’aria è fredda e c’è vento.

Ricordati che le mute funzionano al meglio se sono ben aderenti: troppa aria o acqua che entra dal collo o dalle cuciture rovina l’effetto termico. Inoltre, esistono modelli con cerniera sul retro e altri con cerniera frontale (chiamati “front zip” o “chest zip”). Questione di gusti: i front zip spesso proteggono meglio dalle infiltrazioni, ma possono essere un po’ più scomodi da indossare all’inizio.

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Accessori per Affrontare l’Acqua Fredda

Se proprio vuoi lanciarti nelle uscite invernali o tardo-autunnali, meglio equipaggiarsi di tutto punto:

  • Calzari in neoprene: tenere i piedi al caldo fa un’enorme differenza, soprattutto quando la tavola diventa fredda al tatto e l’acqua punge come aghi. Ci sono calzari di vari spessori (3 mm, 5 mm, 7 mm), a seconda della rigidità dell’inverno.

  • Guanti in neoprene: quando l’aria è fredda, le mani si congelano in fretta, specialmente se si pagaia con energia e si sollevano schizzi. I guanti ti consentono di avere una presa sicura sulla pagaia e di non perdere la sensibilità nelle dita.

  • Cappuccio in neoprene: forse un po’ estremo, ma se l’acqua è davvero fredda e rischi di cadere, un cappuccio protegge la testa (che disperde moltissimo calore). C’è chi usa una cuffia in neoprene anche d’estate, se fa surf in acque fredde. Dipende dalle tue abitudini.

E non dimenticare: al termine di un’uscita con acqua fredda, avere un cambio asciutto e caldo fa la differenza. Un asciugamano in microfibra e vestiti caldi nello zaino stagno sono quasi un must.

Scarpe o Piedi Nudi?

Sorge spesso la domanda: “Devo indossare scarpe, scarpette in neoprene o posso stare a piedi nudi?” La risposta dipende dall’ambiente:

  • Acque dolci o fondali sassosi: se pensi di dover entrare in acqua su sassi, rocce o ciottoli scivolosi, meglio avere delle scarpette adeguate. Proteggono da tagli, spine o frammenti di vetro (sì, succede).

  • Mare sabbioso: a volte stare a piedi nudi è stupendo, senti la tavola e l’equilibrio migliora. Ma se ci sono rocce affioranti o ricci, meglio cautelarsi con calzari.

  • Inverno: come già detto, i calzari in neoprene sono quasi indispensabili per non perdere la sensibilità e rischiare di gelare i piedi.

 

SUP in Modalità “Passeggiata” o “Sport Intenso”?

Lo stile di uscita incide molto sulla scelta dell’abbigliamento. Se pensi di fare una pagaiata lenta sul lago, apprezzerai indumenti leggeri e confortevoli, magari una felpa o un k-way nello zaino. Se invece vuoi allenarti o fare uscite veloci in mare, potresti sudare di più e aver bisogno di capi traspiranti. E se prevedi di cadere in acqua (magari provando piccole onde), la muta o almeno un top in neoprene potrebbero salvare dal freddo.

 

Accessori di Sicurezza e Buon Senso

Riguardo al vestiario e agli accessori, non dimentichiamo la sicurezza. Oltre all’abbigliamento, potrebbe rivelarsi utile:

  • Giubbotto di galleggiamento leggero: in alcuni luoghi è obbligatorio, in altri solo consigliato. Se nuoti poco o sei in zone molto battute dal vento, pensaci seriamente.

  • Leash: per mantenere la tavola vicina in caso di caduta. Sì, non è un capo d’abbigliamento, ma vale la pena citarlo ogni volta.

  • Borsetta stagna: per chiavi, smartphone, piccoli oggetti preziosi. Così non li ritrovi bagnati se fai un tuffo inaspettato.

Il buon senso, poi, ti dice di non ostinarti a uscire se il meteo fa le bizze. Se vedi nuvoloni minacciosi e senti raffiche troppo forti, rimanda l’uscita. L’abbigliamento più costoso non ti salverà da un mare in burrasca.

Riepilogo: Come Scegliere “L’Outfit” Ideale

Provo a sintetizzare tutto questo in poche frasi:

  • Stagione calda: costume, maglietta o rash guard per proteggerti dal sole, cappellino, crema solare. Porta sempre un k-way leggero se c’è vento.

  • Mezza stagione: muta shorty (2 o 3 mm), magari con una giacca leggera anti-vento. Rash guard sotto se temi il sole.

  • Inverno: muta lunga e spessa (3/2, 4/3 o 5/3 mm), calzari, guanti, cappuccio in neoprene. E non dimenticare vestiti asciutti per il dopo.

  • Scarpe o no?: valuta l’ambiente (fondale, temperatura). I calzari in neoprene proteggono dal freddo e da superfici taglienti.

Conclusioni

Arrivati a questo punto, potresti chiederti: “Tutto bello, ma devo davvero comprare una muta diversa per ogni stagione?” Non è obbligatorio. Molti si arrangiano con una shorty in estate e una lunga per l’inverno, oppure trovano un compromesso con uno spessore intermedio e aggiungono o tolgono accessori. Il vero consiglio è di conoscere il tuo corpo e la tua tolleranza al freddo. C’è chi è “freddoloso” e, anche con 25 °C, indossa una muta corta per stare sicuro. C’è chi è temerario e pratica SUP in costume fino a ottobre inoltrato, perché regge il freddo con disinvoltura. L’importante è non esagerare e non rischiare l’ipotermia: l’acqua ha un potere raffreddante notevole e stare bagnati al vento può portare a brutte sorprese.

Nel dubbio, prediligi la prudenza. Tieni sempre uno strato in più nello zaino, specialmente nelle mezze stagioni, e investi su una crema solare di qualità per proteggere pelle e labbra. Se vuoi un suggerimento da amico: la parte bella del SUP è anche la flessibilità. Puoi farlo nel fiume dietro casa, al lago con gli amici o al mare durante le vacanze. Cambiano i panorami, gli amici, lo spirito e ovviamente anche l’abbigliamento. Goditi il viaggio, respira l’aria salmastra (o l’aria fresca del lago di montagna), e resta sempre in ascolto di ciò che il tuo corpo ti suggerisce.

 

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